Le prescrizione del Golden Power a Unicredit per l’Ops su Bpm restano perchè il Dpcm è legittimo e non modificabile: il Mef risponde a Gae Aulenti che «i profili critici sollevati da codesta banca» sono «in ottica esclusivamente astratta e previsionale», ed ogni ulteriore osservazione «nel merito potrà essere effettuata solamente in modo attinente ad un concreto ed effettivo motivo che renda “impossibile l’adempimento delle prescrizioni” corredato da idoneo supporto probatorio». Questo uno dei passaggi salienti della lettera di 5 pagine, del 29 maggio, firmata in via digitale dal dirigente generale del Mef Stefano Di Stefano, inviata a Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit. «Si ribadisce sin da ora anche la necessità di acquisire il piano industriale post fusione che - prosegue la missiva di cui Il Messaggero è venuto in possesso - nonostante le ripetute richieste informative formulate durante la fase istruttoria da parte del tavolo di coordinamento dei poteri speciali, Unicredit non ha mai fornito».

La sera del 3 giugno Unicredit ha impugnato al Tar questa lettera del Mef, e nell’impugnativa scrive: «tuttavia la nota del Mef del 29 maggio mantiene intatte le illegittimità denunciate con ricorso introduttivo». E aggiunge che «non sono state rimosse le prescrizioni che per noi sono illegittime».