VILLA DEL CONTE (PADOVA) - Passati pochi giorni dalla morte dell’anziana faceva da amministratrice di sostegno, il 9 maggio 2022 aveva bussato alla porta dell’ufficio di un notaio e aveva fatto pubblicare un testamento che la dichiarava erede universale dell’intero patrimonio dell’anziana: contanti, conti correnti, beni immobili per un valore di circa 300mila euro. Il tutto bypassando così i legittimi eredi naturali dell’anziana e la donna che la de cuius aveva nominato come titolata a godere delle fortune che l’anziana aveva lasciato.
L'accusa Una mossa che è costata all’amministratrice di sostegno, l’avvocata Sonia Lago, 48 anni di Santa Giustina in Colle, l’iscrizione sul registro degli indagati con le accuse di falso in atto pubblico e truffa: nei giorni scorsi il sostituto procuratore Benedetto Roberti ha chiuso le indagini e ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della professionista, che in questi anni ha avuto altri incarichi per amministrazioni di sostegno, alcuni dei quali ancora in corso. Ora spetta al giudice per le indagini preliminari fissare la data dell’udienza nella quale la 48enne – assistita dall’avvocato Renato Carpentieri – dovrà comparire a palazzo di Giustizia per difendersi dalle accuse ed evitare un processo. Nel frattempo dalla procura è partita anche una segnalazione all’Ordine degli avvocati di Padova. La vicenda L’11 dicembre 2018 l’avvocata viene nominata amministratrice di sostegno di un’anziana residente a Villa del Conte e con un grosso patrimonio alle spalle. La donna muore a inizio 2022 e l’11 marzo, cioè pochi giorni dopo il decesso dell’anziana, la professionista manda una nota al giudice tutelare nella quale afferma di aver eseguito una ricerca anagrafica individuando alcuni parenti della donna (dei cugini primi) ai quali aveva mandato la rendicontazione dei beni dell’anziana. Nella stessa lettera, l’avvocata Lago dice di essere stata poi ricontattata da uno degli eredi che si era detto interessato alla successione. Tutto falso, secondo la ricostruzione del pm Roberti che ha sentito i tre cugini dell’anziana, i quali hanno chiarito di non essere mai stati contattati dall’amministratrice di sostegno. Il testamento Un fatto al quale si lega anche la seconda mossa della professionista: dopo aver chiuso la pratica di amministratrice, il 9 giugno 2022, nello studio di un notaio di Cadoneghe, l’avvocata accetta di diventare erede universale della donna che assisteva (fatto non previsto) vendendo nel giro di pochi giorni gli immobili di proprietà della de cuius, senza mai interessare i parenti dell’anziana e senza considerare un testamento vero che la donna aveva fatto in ospedale e nel quale nominava come erede una signora che l’aveva assistita nei momenti più difficili. Scoperto quel testamento, è nata l’inchiesta per cui ora la professionista rischia il processo.






