Avevano pensato di trovare uno stratagemma per accaparrarsi l’intero asse ereditario della zia. Un piano perfetto che non aveva considerato un ostacolo: i sospetti degli altri parenti. E ora una coppia di coniugi è finita sotto inchiesta: una perizia ha accertato che il testamento fatto sottoscrivere all’anziana parente è falso. Il caso scoppia dopo la morte di una signora 96enne: benestante, nubile, originaria di Melissano (comune del basso Salento). In vita, la donna aveva messo da parte un ingente patrimonio: immobili e conti correnti per un valore di alcune centinaia di migliaia di euro.
Negli ultimi anni, nonostante una nutrita platea di successori, il Tribunale di Lecce aveva provveduto a nominare un amministratore di sostegno esterno per gestire il patrimonio immobiliare e mobiliare dell’anziana. Nell’ultimo anno - il 2024 - nell’amministrazione erano subentrati una nipote e suo marito, entrambi di Taviano (un comune limitrofo), accudendola sino alla morte sopraggiunta per cause naturali.
Ovviamente dopo il funerale, tutti i fratelli e i nipoti si sono interessati della successione della zia per spartirsi quel tesoretto, ma con loro sommo stupore sono venuti a conoscenza che la zia aveva lasciato un testamento olografo, già pubblicato, nel quale nominava come erede universale una nipote: proprio colei che l’aveva assistita nel suo ultimo anno di vita.







