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9 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:54

Tre milioni di euro lasciati in eredità per dispetto. È accaduto a Torino e a beneficiare della somma sarebbero stati una donna – la badante – e suo marito, ora assolti in appello dall’accusa di circonvenzione d’incapace. L’uomo, un chimico morto nel maggio del 2020 a 92 anni, aveva escluso dal testamento il nipote per donare i suoi beni alla donna, un’operatrice socio-sanitaria conosciuta cinque giorni prima. A seguito dell’accaduto, i parenti – come riporta il Corriere – hanno immediatamente denunciato il fatto alle autorità competenti. Nel processo di primo grado la coppia era stata condannata a quattro anni e quattro mesi.

L’eredità negata sarebbe stata un dispetto da parte dell’anziano ai parenti, colpevoli di averlo (a suo dire) abbandonato nel momento del bisogno. Questa è stata la conclusione della Corte d’Appello di Torino che ha assolto i due imputati perché “il fatto non sussiste”. I giudici hanno ritenuto l’uomo – nonostante fosse stato interessato da un decadimento fisico e cognitivo nell’ultimo periodo di vita – perfettamente consapevole delle sue azioni nel momento della stesura del testamento. Per la Corte i cinque giorni passati dall’assunzione della donna alla morte dell’uomo sarebbero stati troppo pochi per carpirne la fiducia, e sarebbe comprovata anche l’estraneità del marito dell’operatrice, un carabiniere, dalla casa dell’uomo.