Èfinita in tribunale la lite per l’eredità lasciata da un anziano di Candelo morto nel 2022 all’età di 79 anni. La nipote dell’uomo, difesa dall’avvocato Carlo Boggio Marzet, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di circonvenzione di incapace dopo la denuncia presentata da una cittadina dell’Ecuador di 43 anni, che era stata per qualche tempo al servizio dell’uomo, il quale l’avrebbe poi indicata come sua erede.
La versione della badante
Secondo le indagini, portate avanti dalla Guardia di finanza, la nipote, approfittando dell’infermità psichica dell’anziano, colpito in quegli anni da Alzheimer, si sarebbe fatta rilasciare un anno prima della morte una procura generale, con delega che le permettesse di operare nella gestione dei beni, degli investimenti e delle proprietà del pensionato. Sempre nel 2021 sarebbe stato stipulato nello studio del notaio Scola un testamento, in cui veniva nominata erede universale, revocando quindi il precedente a favore della cittadina dell’Ecuador.
La polizza sulla vita
Ancora in quelle settimane avrebbe inoltre stipulato una polizza assicurativa sulla vita dell’anziano, del valore di 180 mila euro, con lei come unica beneficiaria. Dopo la morte dell’anziano sarebbe così entrata in possesso di un milione e 390 mila euro (compresa la cifra pagata dall’assicurazione, leggermente più bassa rispetto al premio totale) a cui si aggiungono il valore della casa di Candelo, circa 78 mila euro, quello di un garage da 22 mila euro oltre a due appezzamenti di terreno.






