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27 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:42

Pur continuando ad accusare gli alleati statunitensi di aver attaccato uno stato sovrano, l’Iran, Ankara sta cercando di trarne vantaggio in ogni modo, usando la propria posizione geostrategica. Il governo turco, dominato dal partito della Giustizia e Sviluppo (Akp) del presidente-autocrate Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato infatti di essere pronto a contrastare un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz da parte del regime di Teheran qualora la disputa con gli Usa e Israele su dove sia finito l’uranio arricchito contenuto nel propri siti nucleari non venga risolta. La Turchia ha annunciato che potrebbe supplire alla chiusura del cruciale Stretto sul mar Rosso con forniture energetiche alternative da Iraq, Azerbaigian e Russia. Lo ha ribadito questa mattina il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Abdulkadir Uraloğlu, intervenendo su CNN Türk. Uraloğlu ha delineato i piani per mitigare l’impatto dei conflitti regionali e promuovere importanti progetti di trasporto del greggio.

La settimana scorsa, in seguito alle prime voci di un possibile blocco di Hormuz, il prezzo del petrolio si era subito impennato del 15%. “La Turchia ne risentirebbe, ma abbiamo delle opzioni”, ha affermato Uraloğlu, citando il coordinamento con il ministero dell’Energia. Sebbene le interruzioni a breve termine siano gestibili, una chiusura prolungata metterebbe a dura prova le forniture.