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Ultimo aggiornamento: 14:57

Approfittando della tempesta geopolitica causata dalle guerre Stati Uniti-Israele contro Iran e Russia-Ucraina, oltre che nelle regioni libiche Tripolitania e Cirenaica, dove Ankara gioca un ruolo cruciale, come lo gioca in Siria dove si sta acuendo la tensione tra il governo centrale ad interim siriano e le minoranze etniche (curda in primis), il Ministero della Difesa turco ha annunciato l’avvio di un programma per incrementare il numero delle sue brigate di commando. La decisione è stata presa nell’ambito dell’ampia ristrutturazione militare in corso da mesi.

A questo proposito va sottolineato che l’esercito turco è il secondo in termini di soldati della NATO e l’industria bellica della Mezzaluna è una delle più produttive del mondo. I droni sempre più sofisticati sono da anni un suo “fiore all’occhiello”, specialmente del presidente-autocrate Recep Tayyip Erdogan visto che a realizzarli è la società appartenente alla famiglia del genero: Selciuk Bayraktar. I droni Bayraktar sono tra i più acquistati a livello planetario.

Il Ministero ha dunque affermato che sono iniziati i lavori per l’ampliamento delle brigate di commando nell’ambito di un continuo aggiornamento della struttura dell’esercito, citando le mutevoli esigenze operative determinate dai tanti conflitti in corso. Un commando è una selezionata unità militare d’élite addestrata a condurre attacchi a sorpresa, rapidi e aggressivi. In genere, vengono incaricati di missioni come la ricognizione, la lotta al terrorismo e l’azione diretta in ambienti estremi o in situazioni di emergenza.