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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:03
Missili sulle petromonarchie del Golfo, droni su Cipro e sull’Azerbaigian, un razzo intercettato sui cieli della Turchia, seconda potenza militare della Nato. Il nuovo conflitto mediorientale scatenato da Stati Uniti e Israele che hanno deliberatamente deciso di bombardare l’Iran rischia di allargarsi fino a coinvolgere le potenze dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione europea. Se così fosse, sarebbe l’inizio di una guerra mondiale. La domanda che alcuni osservatori si sono fatti è: perché la Repubblica Islamica, un Paese sotto attacco di due potenze militari ben più potenti, che non può contare sul sostegno dei propri alleati, come confermato anche dal Cremlino nelle scorse ore, dovrebbe stimolare l’intervento di Nato e Paesi Ue? Nemmeno il tempo di trovare una risposta che proprio da Teheran giungono dichiarazioni ufficiali che potrebbero ribaltare la prospettiva: molti di quegli attacchi, dicono, non sono stati compiuti dall’esercito iraniano, ma sono un tentativo di Israele di coinvolgere altri Paesi nella guerra contro di loro.
Quello che è accaduto nei cieli turchi è è il caso più preoccupante. Colpire il Paese del presidente Recep Tayyip Erdoğan, seconda potenza militare della Nato, potrebbe far scattare le clausole difensive che porterebbero in guerra 32 Paesi dell’Alleanza Atlantica. Ipotesi ancora remota, dato che il vettore è stato intercettato dai sistemi di difesa di Ankara, anche se l’episodio ha comunque portato alla convocazione, nel quartier generale di Evere, a Bruxelles, del Consiglio del Nord Atlantico, il principale organo decisionale politico dell’Alleanza.














