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È fallito l’ultimo tentativo della Lega di introdurre la possibilità di un terzo mandato consecutivo per i presidenti di regione. Ci stava provando attraverso un emendamento a un disegno di legge che riguarda la composizione dei consigli regionali, ma l’emendamento non è passato alla commissione Affari costituzionali del Senato. I voti a favore sono stati soltanto cinque (oltre alla Lega anche quelli di Italia Viva e del rappresentante delle Autonomie), i contrari invece quindici: la maggioranza che sostiene il governo si è dunque divisa.

Quello del terzo mandato è stato uno dei temi politici più dibattuti degli ultimi mesi. La Lega ci teneva a introdurlo perché alla prossima tornata ne avrebbe potuto beneficiare un presidente leghista, cioè il veneto Luca Zaia, che in verità è già al suo terzo mandato consecutivo (ma ne vengono considerati “validi” solo due, perché in Veneto la legge sul limite dei mandati venne applicata nel 2015, dopo il suo primo mandato). Il resto della coalizione di destra però non è mai stato entusiasta di questa proposta, e infatti questa è la quinta volta che l’emendamento viene presentato dalla Lega in diversi disegni di legge, e poi bocciato in commissione.