Il terzo mandato per i presidenti delle Regioni non ci sarà. Ieri mattina la Commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato l’emendamento della Lega che, se approvato, avrebbe consentito adesso la ricandidatura in Veneto di Luca Zaia, in Campania di Vincenzo De Luca, in Puglia di Michele Emiliano e domani di tutti gli altri governatori. Un no secco mitigato da due astensioni meloniane, quella formale del presidente della Commissione Alberto Balboni e quella politica di Domenico Matera. Come a dire: FdI non era contraria a priori, ma più di tutto conta l’unità della coalizione. E infatti Balboni ha sottolineato: «Per il momento il tema esce dal dibattito politico, ma questo non vieta che in futuro se ne possa parlare». Un voto di astensione che il ministro leghista Roberto Calderoli ha gradito: «Ho apprezzato la disponibilità all'affrontare l'argomento e a trovare delle possibili soluzioni. Non ho apprezzato il muro eretto da Forza Italia». Ma se il terzo mandato è tramontato, altro tormentone è iniziato: il rinvio delle elezioni.

Convocata ieri mattina alle 8 e 45, la commissione Affari costituzionali del Senato non ha impiegato molto a bocciare l’emendamento sul terzo mandato presentato dalla Lega al ddl sul numero di consiglieri e assessori regionali: 15 no (da FdI a FI passando per il Pd), 5 sì (Lega, Italia Viva, Autonomisti), 2 astenuti (Balboni e Matera di FdI). Poi la raffica di commenti.