BORCA DI CADORE (BELLUNO) - Quando sono suonate le sirene, ieri sera, a Cancia è tornata la paura. Il cielo nero del tardo pomeriggio l'aveva anticipata (così come le previsioni meteo che davano temporali forti in arrivo). Alle 19.30 - minuto più, minuto meno - sono scattati gli allarmi e per più di qualcuno la mente è ripiombata alla notte tra il 15 e il 16 giugno, quando dall'Antelao era scesa la colata detritica che poi aveva invaso il paese. Stavolta però la paura e la percezione sono risultate più forti del temporale e della frana. Che è stata di piccole dimensioni, a quanto pare: un po' di ghiaia arrivata fino ai vasconi di contenimento, sotto le pendici della montagna e a monte del centro abitato; e acqua sporca di fango fino alla statale di Alemagna. È per questo che la strada è stata chiusa: per precauzione.

La vecchia 51 - la strada che porta a Cortina - è rimasta chiusa in tutto un'ora. Due le "finestre" di interdizione al traffico, la prima quando è scattato il rosso sui semafori, per movimenti sul canalone della frana; la seconda quando sono stati disposti alcuni controlli dei vigili del fuoco. I pompieri hanno monitorato sia il versante dell'Antelao sia le strade che scendono in paese (in particolare via Mattei, l'arteria comunale che interseca proprio la zona da cui storicamente scendono i detriti), per appurare che non fosse in atto una nuova colata di detriti. I controlli hanno dato esito negativo: a parte un po' di fango e ghiaia, non è stato riscontrato nessun problema. Ma l'attenzione ovviamente rimane altissima, perché a Cancia la ferita è ancora fresca: dieci giorni fa la colata ha portato giù qualcosa come 80mila metri cubi di materiale (una decina di abitanti sono ancora sfollati); e sono ancora in piena attività i lavori per liberare i vasconi di contenimento (ieri pomeriggio risultava asportata circa la metà dei detriti accumulatisi). A quanto era dato sapere ieri sera, nel pieno del temporale, altri sassi erano scesi, ma sono stati contenuti proprio dagli invasi, senza arrivare in paese. Secondo i tecnici della Provincia di Belluno - che gestiscono le opere di difesa del suolo - era piuttosto normale che si muovesse ancora tutto il materiale che era rimasto all'interno del canalone, ma la capacità dei vasconi - ripristinata almeno in parte a tempo di record - ha fatto il suo dovere. I detriti arrivati nelle strade interne e sull'Alemagna sarebbero soltanto il frutto del dilavamento della pioggia su quel che resta della frana di dieci giorni fa.