Cinquanta millimetri di pioggia in mezzora: «Una quantità mai caduta prima». E un fiume di fango. Cancia di Borca di Cadore, nella notte fra domenica e lunedì, si è ritrovata nuovamente nell’incubo dopo i due morti del 2009 e con una situazione di preoccupazione e di apprensione che ha coinvolto tutto il paese, bloccando la strada statale 51 Alemagna. L’auspicio è di poterla riaprire oggi a senso unico alternato, ma per il momento Anas, che si sta occupando dello sgombero, non ha ancora dato l’ok definitivo.
La stima provvisoria (un calcolo definitivo si avrà solo quando i camion che lavorano da lunedì mattina avranno rimosso tutti i detriti, e servirà almeno una ventina di giorni) è di una frana di circa 100 mila metri cubi: 60-70 mila sono ancora incombenti sul centro abitato; 30-40 mila metri cubi sono quelli scesi sul paese. Un volume, ricorda l’assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, superiore a quello che crollò su Borca nel 2009 e che causò due vittime, madre e figlio.











