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26 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 21:44

“Non accusiamo nessuno ma il minimo che chiediamo è che vengano fatte delle indagini approfondite, domani (27 giugno, ndr) sapremo se le autorità austriache disporranno l’autopsia, concedendoci questa richiesta basilare: perfino se muore un cane, si vuole sapere cos’è capitato esattamente, è nostro diritto sapere cos’è successo a mia nipote, una ragazza solare che aveva fatto tantissimi programmi per il futuro”. A parlare è Ninfa Maniscalco, la zia di Aurora Maniscalco, la hostess palermitana precipitata dal terzo piano di un edificio in un quartiere residenziale di Vienna. È successo nella notte tra il 21 e il 23 giugno, all’una del mattino.

La ragazza, di 24 anni, hostess per la compagnia aerea Lauda Air, era originaria di Palermo ma viveva nella capitale austriaca assieme al fidanzato, Elio Bargione, di 27 anni, anche lui palermitano e anche lui dipendente di una compagnia aere ma diversa da quella della fidanzata. Quella notte Bargione era con lei, avevano avuto una lite al culmine della quale la ragazza si sarebbe gettata dal balcone, stando alla versione data dal ragazzo al padre di Aurora: “Mio fratello è stato avvertito dopo 7 ore, lui ha chiamato subito i suoi genitori, ha potuto avere subito il conforto della sua famiglia, mentre mia nipote iniziava la sua agonia senza nessuno di noi”, continua la zia.