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Ultimo aggiornamento: 16:32
Sono state riaperte le indagini a Vienna sulla morte di Aurora Maniscalco, l’hostess 24enne di Palermo che viveva nella capitale austriaca insieme al suo fidanzato Elio Bargione. La giovane nella notte tra il 21 e il 22 giugno scorsi è morta dopo essere precipitata dal terzo piano di un appartamento lungo la Universumstrasse dove, alcuni residenti, hanno scritto con bombolette spray, nei muri del palazzo “Stop Femizide”, stop femminicidio. “Adesso indagano parallelamente sia le autorità italiane che quelle austriache – spiega il legale della famiglia Maniscalco, l’avvocato Alberto Raffadale – ho presentato istanza, insieme al collega Andrea Longo, del foro di Vienna, che si sta occupando insieme a me del caso. Al momento non sappiamo cosa stiano facendo le autorità austriache, sicuramente stanno sentendo i testimoni, forse il Bargione. La cosa importante è dimostrare la dinamica della caduta che ha provocato la morte della ragazza, soprattutto viste le incongruenze fornite da lui stesso e dai testimoni”. A Palermo era stata aperta un’indagine per istigazione al suicidio e il fidanzato indagato. Il padre della giovane aveva successivamente raccontato che la figlia aveva avuto un aborto in seguito a una aggressione. Le autorità austriache avevano ipotizzano un suicidio.










