Scandalo se la sentenza non è di condanna, e se è di condanna allora scandalo se non è al massimo della pena, e se è al massimo della pena allora scandalo lo stesso se non ha pure il timbro di una circostanza di particolare stigma: le polemiche si alzano una volta perché in uno dei verdetti sull’uccisione di Carol Maltesi non viene riconosciuta l’aggravante dei motivi futili e abietti, un’altra volta perché la condanna dell’assassino di Giulia Cecchettin non ravvisa l’aggravante della crudeltà a dispetto delle decine di coltellate, e adesso perché l’ergastolo inflitto all’assassino di Giulia Tramontano non comprende anche l’aggravante della premeditazione.
I giudici, la premeditazione di Impagnatiello e la crudeltà di Turetta: perché le sentenze a volte non rispecchiano l'opinione pubblica (ed è giusto così)
Gli assassini di Giulia Tramontano e Giulia Cecchettin sono stati entrambi condannati all'ergastolo: se nel verdetto vengono escluse alcune aggravanti è per precise ragioni giuridiche, non certo per ridurre il «peso» del delitto (e della pena). C'è chi vuole ridurre i tribunali a «jukebox» della volontà popolare











