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26 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 7:58
“Cosa farebbe lei se, in piena notte, un Paese vicino bombardasse il suo territorio?”. Chiede empatia l’ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, intervistato da Ilfattoquotidiano.it presso l’ambasciata a Roma, da dove ha ribadito il suo disappunto per l’aggressione israeliana nei confronti di Teheran. “Erano i giorni dei colloqui indiretti sul nucleare qui a Roma, con il ministro degli Affari Esteri dell’Oman, e d’improvviso il regime sionista ha fatto saltare le trattative martirizzando un gruppo di persone tra cui vertici militari, scienziati, donne e bambini”, sottolinea l’ambasciatore mentre rielabora l’accaduto. “In base a quale regolamento delle Nazioni Unite si può giustificare tutto ciò?”. La guerra dei dodici giorni è finita, ma il clima rimane teso. “Talvolta i media non riportano la verità”, dice l’ambasciatore mentre chiede che le sue parole vengano riportate con precisione, in quanto riflettono la posizione del governo iraniano. Classe 1965, Mokhtari è nato a Qaemshahr, nella provincia del Mazandaran, situata a Nord dell’Iran, ha ottenuto un dottorato in Filosofia Occidentale presso l’Università di Durham, Inghilterra, e dal 2023 è ambasciatore in via Bruxelles.










