"Se la Santa Sede lo proponesse, sarei il primo a garantire la disponibilità dell'Iran a sedersi intorno a un tavolo in Vaticano con gli Stati Uniti per discutere sul nucleare".
L'ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, traduce in concreto - in un'intervista ad Avvenire - la disponibilità vaticana a "far incontrare i nemici" annunciata da Leone XIV. A una condizione, però, avverte il rappresentante diplomatico di Teheran in Vaticano: "È necessario che si fermi l'aggressione del regime sionista". "L'Iran stava già dialogando con gli Usa proprio sul versante nucleare - sottolinea Mokhtari -. E forse saremmo arrivati anche a un accordo se Netanyahu con il suo governo non ci avesse attaccato. La nostra volontà all'incontro c'è sempre stata.
Ma il regime sionista ha voluto sabotare i colloqui. Secondo gli statuti dell'Onu, siamo di fronte all'aggressione di uno Stato indipendente. Anzi, è un membro delle Nazioni Unite che colpisce un altro membro Onu". "C'è una chiara violazione del diritto internazionale. Però nessuno si è mosso anche dopo l'uccisione di centinaia di civili. Gli organismi internazionali nati per assicurare pace e stabilità al mondo si voltano dall'altra parte quando si tratta di Israele: accade anche per il genocidio di Gaza dove non possono neppure entrare gli aiuti umanitari. Comunque, come ha affermato il nostro ministro degli Esteri, non appena si fermerà l'aggressione, riprenderemo il dialogo", aggiunge.







