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17 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:11

“La Repubblica Islamica dell’Iran ha ripetutamente affermato ai massimi livelli di non cercare né tensioni né guerre e di non volerle iniziare. Tuttavia, nel caso in cui fosse soggetta ad aggressione militare, l’Iran risponderà in modo deciso e proporzionato, esercitando il suo diritto intrinseco all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. In tali circostanze, tutte le basi, le strutture e le risorse della forza ostile nella regione costituirebbero obiettivi legittimi nel contesto della risposta difensiva dell’Iran. Gli Stati Uniti si assumerebbero la piena e diretta responsabilità di eventuali conseguenze imprevedibili e incontrollate. Le sarei grato se volesse che la presente lettera venisse diffusa come documento del Consiglio di Sicurezza”. Firmato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano all’Onu. La lettera indirizzata al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, è datata 19 febbraio 2026, nove giorni prima che Israele e Usa attaccassero Teheran, dando il via alla guerra ancora in corso che ha bloccato lo stretto di Hormuz, innescando una crisi energetica globale. Teheran aveva quindi da tempo avvertito gli Stati Uniti e anticipato la sua reazione in caso di attacco, e invitava “il Consiglio di Sicurezza e il Segretario Generale devono agire senza indugio, prima che sia troppo tardi. Il Consiglio di Sicurezza non deve permettere che le minacce di ricorso alla forza e gli atti di aggressione vengano normalizzati, legittimati o trattati come una norma politica accettabile, né che vengano utilizzati come strumenti di politica estera. Se tale condotta illecita non verrà affrontata, presto toccherà a un altro Stato membro sovrano”. Tutti avvertiti, anche rispetto ai bersagli in caso di attacco. Nonostante l’avviso formale, il 2 marzo, Donald Trump, parlando a Cnn, si è detto “stupito” della rappresaglia nei Paesi del Golfo. “Avrebbero dovuto essere coinvolti molto poco, ma ora insistono per esserlo”, ha dichiarato. Il giorno dopo Iravani, parlando coi giornalisti al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha ribadito che “finché la violazione persisterà, l’Iran agirà rapidamente e con risolutezza per proteggersi. Non prendiamo di mira i civili o gli interessi dei Paesi vicini”, ha sottolineato.