Rixi: “Un appello che faccio alle altre forze di governo riguarda la necessità di avere rapidamente un decreto o un disegno di legge sulla riforma del sistema portuale nazionale che non riesce più a soddisfare le esigenze di un paese che mira essere leader marittimo a livello europeo”
L'assemblea di Federagenti a Roma
Roma – Una cabina di regia che coinvolga tutti i protagonisti del settore: compagnie, ministeri, porti, comunità locali. Perché l’alternativa alla resa esiste: «l’aggressione al mondo delle crociere, ben orchestrata» e figlia di un «ambientalismo estremo» può essere «neutralizzata col dialogo e la programmazione».
L'assemblea di Federagenti a Roma
Nello Musumeci, ministro del Mare, porta in dote all’assemblea di Federagenti una richiesta che il presidente Paolo Pessina accoglie con entusiasmo: «È questa la strada giusta, ed è un’ottima notizia che sia un rappresentante del governo a proporla». È un Musumeci straripante, quello che parla di fronte alla platea nella sede romana di Confcommercio. Sostiene la necessità di trasformare il ministero del Mare in un soggetto «di gestione e non solo di coordinamento della portualità» e, annunciando una riunione del Cipom con all’ordine del giorno l’annosa questione dei dragaggi, attacca i burocrati ministeriali: «C’è stato un gioco a scaricabarile, ma ora il governo ha deciso di mettere tutti attorno ad un tavolo. È la funzione del nostro comitato, tra resistenze e gelosie. Sapete come sono i direttori di dipartimento… parliamo di meschinità umane. Ci sono persone che cercano di riscattare la mediocrità facendo pesare la propria firma. A queste meschinità la buona politica deve reagire e con fermezza, perché a volte certa burocrazia è più pericolosa della mafia: lo dico da siciliano e so cosa dico. Il Cipom vuole superarla, questa mediocrità».






