Il presidente di Federagenti: "Siamo pronti a dare il nostro pieno contributo alla realizzazione di un nuovo e condiviso patto”
Roma – Un "patto per il mare" che coinvolga operatori marittimi e istituzioni per facilitare la gestione intelligente del turismo crocieristico evitandone la demonizzazione.
È quello che ha proposto Paolo Pessina, presidente nazionale di Federagenti, in occasione dell'assemblea della Federazione in corso a Roma.
"Portofino ha 528 abitanti e una media di 12mila turisti al giorno, le Cinque Terre 4mila abitanti a fronte di 4 milioni di turisti all’anno, la Costiera Amalfitana conta 34mila abitanti e ha una pressione di oltre 2 milioni di turisti all’anno - ha detto Pessina, parlando di overtourism - Capri ha 7.300 abitanti e una media di 50.000 turisti al giorno. E poi Venezia, la madre di tutte le battaglie, la città porto, l’ex Repubblica Marinara che ha scacciato le navi da crociera dalla Laguna. Oggi, senza navi, 60.000 turisti al giorno sciamano per le calli con punte di 150.000 a fronte di una popolazione autoctona che nel centro storico non supera i 49mila abitanti. Il problema esiste? Certo che esiste. Ma è difficile pensare che gli ospiti super-paganti di Jeff Bezos siano il problema. Così come era ed è difficile imputare alle navi da crociera la responsabilità di questo afflusso turistico non regolato". "È vero - ha continuato Pessina- che sulle navi da crociera si registrano medie di repeaters superiori all’80% ovvero, chi è andato in crociera torna in crociera per una seconda e forse una terza vacanza, ma è altrettanto vero che chi scopre l’Italia dal mare spesso, quasi certamente, programma poi una seconda vacanza per visitare a fondo una località, una regione che lo ha particolarmente colpito. La crociera diventa quindi la porta di accesso al territorio, il miglior promotore turistico del Paese".






