Il petrolio del Golfo Persico? Non solo non ha mai smesso di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma durante la crisi le forniture sono addirittura aumentate: persino quelle iraniane. Teheran si avvia anzi a concludere il mese di giugno con una produzione di greggio da record, ai massimi da sette anni. E potrebbe accelerare ulteriormente le estrazioni se lo spiazzante via libera di Donald Trump agli acquisti cinesi avrà qualche seguito, esercitando ulteriori pressioni sul prezzo del barile.
Funzionari della Casa Bianca hanno cercato di ridimensionare l’ipotesi che gli Usa possano fare dietrofront sulle sanzioni contro la Repubblica islamica, mai ritirate da quando lo stesso Trump le aveva reintrodotte nel 2018 (e applicate anche dalla Ue). Ma il presidente è stato molto esplicito, lasciando intendere di essere quanto meno disposto d’ora in avanti a chiudere un occhio sulle importazioni di Pechino.
L’inatteso cambio di atteggiamento è stato segnalato martedì 24 da Trump attraverso il social Truth: «Ora la Cina può continuare a comprare Petrolio dall’Iran», ha scritto, aggiungendo subito dopo «Sperabilmente compreranno un sacco anche dagli Usa. È stato un mio Grande Onore permettere che questo accada!». Due brevi post, che si sono intrecciati a tante altre esternazioni – spesso colorite – dopo la fine dei raid in Iran e il cessate il fuoco che impegna anche Israele.







