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Lunedì lo spazio aereo in Qatar è stato chiuso per diverse ore in seguito al lancio di alcuni missili da parte dell’Iran, diretti verso la più grande base militare degli Stati Uniti in Medio Oriente. Centinaia di voli hanno subìto ritardi o cancellazioni all’aeroporto qatarino di Doha, uno dei principali snodi internazionali del Medio Oriente. Verso sera lo spazio è stato nuovamente aperto, ma con ripercussioni per migliaia di viaggiatori e per molte compagnie aeree, che devono ormai fare sempre più spesso i conti con guerre e conflitti regionali che ostacolano o rendono poco sicure molte delle loro rotte.
La chiusura degli spazi aerei su determinati paesi, o la forte riduzione dei voli che li attraversano per il rischio di essere colpiti e abbattuti intenzionalmente o accidentalmente, ha spesso conseguenze non solo su scala locale, ma anche globale. Oltre a essere molto esteso, il Medio Oriente è un’area pressoché irrinunciabile per le compagnie aeree che dall’Europa offrono rotte verso l’Asia e l’Oceania. Per evitare alcuni dei cieli più a rischio, gli aerei di linea compiono lunghe deviazioni, allungando i tempi di percorrenza, consumando più carburante e inquinando di più.











