Milano, 24 giu. (askanews) – Al Gassenhof, in Val Ridanna, sopra Racines, la saponetta non si butta. Si ripone, asciutta, in un sacchetto di stoffa fornito dall’hotel e cucito per durare. È un dettaglio, ma come spesso accade, sono i dettagli a raccontare le scelte più radicali. Qui l’acqua è nella caraffa di vetro e la plastica non entra nemmeno per sbaglio. Né nei dispenser, né nei minibar (che non ci sono), né nei prodotti monouso. La camera è una stanza accogliente, non un catalogo di imballaggi contenenti oggetti di cortesia, spesso inutili.
Il Vitalpina Hotel Gassenhof è una delle circa trenta strutture del circuito Vitalpina Hotels Südtirol. Famiglie altoatesine che hanno fatto una scelta netta: costruire e gestire in modo sostenibile, senza greenwashing, senza inglesismi, senza parole che piacciono agli algoritmi. “Sostenibilità” qui significa risparmio energetico, materiali e materie prime di stagione locali (e di stagione), niente sprechi, calcolo delle emissioni di CO2, recupero di parte dell’acqua piovana, riscaldamento a biomassa. Niente di eroico, ma tutto molto serio.
Silvia Pfeifer, responsabile marketing del gruppo, spiega che l’impegno ambientale non è arrivato dopo, a cose fatte. È parte del progetto sin dall’inizio. E infatti è credibile: lo si tocca con mano nei pannelli solari, ma anche nel fatto che le ciabatte si riutilizzano, e che il concetto di “lusso” convenzionale è stato sostituito dall’idea di un’ospitalità basata sull’essenziale, sulla qualità e sull’autenticità.








