In un settore spesso legato a lavorazioni tradizionali, nel Bellunese la Società Agricola Moldoi ha scelto una strada tecnologica, quella dell'estrazione a fluidi supercritici. Una metodologia avanzata che consente di lavorare le piante officinali senza solventi chimici, mantenendo intatta la qualità dei principi attivi.
La scelta ha orientato lo sviluppo dell'azienda di Sospirolo (Belluno) verso un modello integrato dove coltivazione, ricerca scientifica e trasformazione interna convivono nella stessa filiera. "Siamo tra le pochissime aziende in Italia a utilizzare questa tecnologia completamente green. Ci permette di estrarre il cuore della pianta, senza alterarne i principi attivi", spiega il fondatore, Nicola De Zordi.
Questa tecnologia è uno dei nuclei centrali dell'attività, con lo sviluppo di integratori e prodotti cosmetici. La dimensione scientifica non è accessoria: ogni anno vengono investiti tra i 100 e i 150mila euro in ricerca e sviluppo, con collaborazioni attive con gli atenei di Padova, Trieste e Camerino, e contributi a pubblicazioni e studi internazionali dedicati alle piante officinali. L'approccio è quello di un'impresa agricola che "ragiona" con strumenti tipici dell'industria farmaceutica, mantenendo però un legame diretto con la terra e con il territorio dolomitico.






