Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

24 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:41

La Spagna paga un prezzo altissimo per la corruzione. Instabilità e perdita di credibilità avanzano, nonostante il premier socialista Pedro Sánchez, con non poche contorsioni, provi a rassicurare per evitare una crisi politica che sarebbe un salto nel buio. Sánchez, con voce fioca, ha chiesto scusa agli spagnoli e ai votanti del Psoe per aver scelto stretti collaboratori (l’ex ministro José Luis Ábalos, plenipotenziario di Valencia, e Santos Cerdán, al vertice dell’organizzazione del partito) protagonisti – secondo le indagini della Procura Anticorruzione – di un’articolata rete corruttiva in appalti pubblici, manifestando peraltro nelle conversazioni intercettate uno spiccato ‘machismo’ che imbarazza un partito dichiaratamente femminista.

Il premier non è direttamente coinvolto, ma gli viene unanimemente riconosciuta la colpa di affidare i posti chiave alle persone sbagliate. Se fosse a capo di un dipartimento aziendale sulle risorse umane sarebbe un pessimo dirigente.