Prima circostanza di fatto: il 13 giugno scorso Israele ha aperto le ostilità contro la Repubblica islamica dell’Iran lanciando un devastante attacco aereo contro il suo territorio. Non c’è dubbio: Israele ha aggredito l’Iran, e a tutti gli effetti del diritto internazionale è uno Stato aggressore. Così come certamente uno Stato aggressore sono da sabato notte gli Stati Uniti. Dove il presidente Trump ancora una volta ha fatto mostra del suo modo di agire.
Un modo lunatico e rischioso condito dai soliti toni trionfali nella circostanza quanto mai inopportuni.
Ma se queste sono circostanze di fatto sotto gli occhi di tutti, ve ne sono pure altre che è giusto ricordare.
Ad esempio che fino a ieri e per anni ed anni la suddetta Repubblica islamica dell’Iran ha organizzato, finanziato e massicciamente alimentato, in ogni modo possibile, l’esistenza in Libano del movimento islamista Hezbollah, allo scopo, fino a poche settimane fa riuscito, di farlo diventare di fatto il governo ombra di quel Paese e di dar vita, a partire dal territorio libanese, a una serie di ininterrotte attività militari contro il confinante Israele, nella forma soprattutto del lancio di migliaia di razzi contro il suo territorio. Attività che negli anni hanno prodotto un considerevole numero di morti e feriti.















