Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha annunciato un programma di ulteriore potenziamento dell'Esercito nazionale, con nuovi armamenti sofisticati, reparti speciali e misure di alta tecnologia in grado di porre le Forze armate nella condizione di poter respingere qualsiasi tipo di eventuale minaccia o attacco esterno.

Parlando al termine di una riunione allargata dello Stato maggiore nazionale, Vucic ha motivato tale politica militare sopratutto con la situazione mondiale sempre più incerta, nella quale diritto e giustizia a suo dire sono termini ormai molto aleatori, e le regole vengono regolarmente disattese.

"Si tratta di garantire al meglio gli interessi cruciali del Paese e la sicurezza dei cittadini", ha detto Vucic, riferendo in particolare della decisione di creare una piattaforma militare digitale in grado di consentire agli alti comandi militari di vedere nelle loro sedi di osservazione in tempo reale e nella piena totalità tutto quello che accade sul terreno. "Intendiamo lavorare con i migliori al mondo, avremo uno dei più potenti piccoli eserciti al mondo. Non minacceremo mai nessuno, ma sapremo come difendere il nostro Paese da ogni potenziale aggressore", ha affermato il presidente, secondo il quale, se attaccata, la Serbia sarà in grado di opporre una resistenza molto più forte e efficace rispetto a quanto avvenuto nel 1999 con la campagna di bombardamenti Nato che posero fine al conflitto armato in Kosovo. Confermando la decisione di ripristinare il servizio militare obbligatorio, Vucic ha poi annunciato una grande parata militare a Belgrado per il 19 o 20 settembre con la partecipazione di 10 mila soldati e dei nuovi armamenti e dei sofisticati sistemi di difesa di recente acquisizione.