Indizi indicherebbero che l'autore del presunto tentativo di far esplodere il gasdotto TurkStream in Serbia, vicino al confine ungherese, sia uno straniero, di nazionalità non precisata, che possiede addestramento e un grado militare nell'esercito del suo Paese: lo ha dichiarato, senza svelare altro, il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, in una conferenza stampa.
Senza dire se qualcuno sia stato arrestato o anche solo individuato - fino ad oggi non risulta alcun arresto -, Vučić ha dichiarato che "le autorità competenti dispongono di alcuni indizi su chi si celi dietro il tentativo di danneggiare il gasdotto vicino a Kanjiža" e che questi indizi non saranno resi pubblici finché non saranno certe le conclusioni dell'indagine, che è condotta dal servizio d'intelligence militare estero (Voa) serbo, per non "portare fuori strada" i risultati.
"Sappiamo che la persona che avrebbe dovuto portare a termine l'attentato aveva un grado militare nell'esercito del suo Paese, dal quale è fuggito, tra l'altro, verso il territorio della Repubblica di Serbia", ha dichiarato Vučić, citato da Tanjug, rispondendo alla domanda di un giornalista. "Sono state fatte chiamate da alcuni telefoni regionali verso alcune ambasciate in Serbia, e se vi dicessimo quali, inventereste chissà quali teorie complottiste. No, stiamo indagando, le autorità statali competenti se ne stanno occupando e non trarremo conclusioni finché non saremo assolutamente certi di chi c'è dietro", ha sottolineato Vučić. Che poi se l'è presa con chi ha avanzato sospetti che il presunto sabotaggio sia stata una messinscena per aiutare l'alleato ungherese Viktor Orbán, alle prese con un difficile (per lui) voto domenica. Il presidente ha affermato che l'esercito serbo non ha mai interferito nelle elezioni nazionali, tanto meno in quelle di altri Paesi. Secondo Vučić, "i peggiori sono stati i media britannici, che mentono per definizione. Non è mai abbastanza, quindi devono fare di più. Noi ci siamo comportati in modo professionale e responsabile".













