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5 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 19:33
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha dichiarato che esercito e polizia hanno trovato domenica due zaini contenenti esplosivi vicino a un gasdotto diretto in Ungheria, spingendo il primo ministro ungherese Viktor Orbán a convocare già oggi una riunione d’emergenza del consiglio di difesa, svolto qualche ora dopo. Gli zaini, contenenti “due grandi pacchi di esplosivi con detonatori“, secondo Vucic, sono stati trovati a Kanjiza, nel nord della Serbia, “a poche centinaia di metri dal gasdotto”. Il Balkan Stream è un’estensione del gasdotto TurkStream, che trasporta gas russo verso Serbia e Ungheria. Il presidente serbo ha affermato di aver informato Orban e questi ha quindi annunciato la convocazione del consiglio nazionale di difesa. Sempre secondo Vucic, gli esplosivi avrebbero potuto “mettere in pericolo molte vite” e causare gravi danni al gasdotto.
Successivamente l’Ungheria ha denunciato il tentato sabotaggio del TurkStream accusando implicitamente l’Ucraina: “Il fallito attentato terroristico contro il gasdotto TurkStream si inserisce nella serie di attacchi ucraini delle ultime settimane”, ha affermato il ministro degli Esteri Péter Szijjarto, citato su X dal portavoce del governo Zoltán Kovács. Le parole di Szijjarto chiamano senza dubbio in causa Kiev. Già circa due settimane fa Orban aveva annunciato che Budapest avrebbe sospeso progressivamente le forniture di gas all’Ucraina, in risposta allo stop ai flussi di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba, danneggiato dai bombardamenti. “Per spezzare il blocco petrolifero e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico ungherese, ora sono necessarie nuove misure”, aveva detto il leader di Fidesz in un video postato sul suo profilo Facebook.











