Il premier kosovaro Albin Kurti ha annunciato una serie di misure dirette a rafforzare e potenziare militarmente la Forza di sicurezza del Kosovo, che Pristina mira a trasformare in un Esercito regolare.

In un intervento nella sede del suo partito Vetevendosje (Autodeterminazione), che lo ha designato all'unanimità per un nuovo mandato alla guida del futuro governo, Kurti ha detto che per i prossimi quattro anni si prevede lo stanziamento di oltre un miliardo di euro per lo sviluppo e la creazione del nuovo esercito, verrà avviata la produzione di droni militari in Kosovo, e sarà costituita una unità militare congiunta con le forze armate dell'Albania.

"Il reclutamento di nuovi cadetti continuerà a ritmo accelerato. Puntiamo ad avere mille donne militari entro il nuovo mandato. Il Programma di protezione integrale sarà implementato in tutto il Paese, e nell'ambito di tale Programma ogni riservista volontario riceverà un addestramento e un armamento adeguati in caso di mobilitazione", ha dichiarato il premier, che mantiene un incarico ad interim fino all'insediamento di un nuovo governo. In Kosovo si è votato per le parlamentari il 9 febbraio scorso, ma finora non si è riusciti ancora a portare a termine l'iter di formazione del nuovo parlamento, cosa questa che impedisce di passare alla creazione del nuovo esecutivo. Nel 2018 il parlamento di Pristina, in assenza dei deputati serbi, votò per la traformazione della Forza di sicurezza, che ha mandato civile e di intervento in casi di disastri e calamità, in un Esercito vero e proprio con mandato militare. Una decisione fortemente osteggiata dalla Serbia, che non riconosce l'indipendenza del Kosovo, ancora considerato parte integrante del proprio territorio. Belgrado si appella al tempo stesso alla risoluzione 1244 adottata dal consiglio di sicurezza Onu nel 1999, al termine del conflitto armato, in base alla quale l'unica Forza armata autorizzata a stazionare sul territorio del Kosovo è la Kfor, la missione militare della Nato, forte attualmente di circa 4.500 uomini rispetto agli oltre 40 mila del 1999 quando fece il suo ingresso in Kosovo.