In Kosovo il premier uscente, Albin Kurti, è a un soffio dall'ottenere la maggioranza assoluta, dopo il voto del 28 dicembre che sembra aver sbloccato l'impasse politica che durava da quasi un anno.

Secondo i dati definitivi pubblicati oggi dalla Commissione elettorale centrale di Pristina (Cik), il suo Movimento Vetëvendosje (Autodeterminazione, Vv, di sinistra nazionalista), ha ottenuto oltre il 51% dei voti, assicurandosi 57 seggi sui 120 di cui è composta l'Assemblea nazionale, guadagnandone ben 9 rispetto al voto del 9 febbraio, che ne aveva prodotti 48, impedendogli di formare una maggioranza per l'ostracismo nei suoi confronti di tutti gli altri partiti.

I quattro voti che gli mancano ancora per arrivare alla maggioranza assoluta in aula potrebbero venire dalle varie minoranze etniche, che in parlamento hanno diritto per legge a 20 seggi, 10 dei quali ai serbi. Su dieci eletti serbi, nove appartengono al partito anti-kosovaro Srprska lista (Sl), ma uno appartiene ad un partitino serbo che si oppone al governo di Belgrado e collabora con Pristina. Quanto alle altre formazioni, il Partito Democratico del Kosovo (Pdk) si è classificato secondo con 22 seggi, perdendo due seggi; la Lega Democratica del Kosovo (Ldk) è stata la principale sconfitta alle elezioni del 28 dicembre, perdendo 5 seggi e passando così da 20 a 15; all'Alleanza per il Futuro del Kosovo (Aak) sono andati 6 seggi. Le inconcludenti elezioni del 9 febbraio scorso hanno prodotto un lungo stallo, nel quale Kurti è rimasto premier ad interim in un governo in carica solo per gli affari correnti, senza poter fare accordi e senza progressi nel dialogo con Belgrado.