Roma, 23 giu. (askanews) – Miliardi di euro continuano a essere stanziati per sostenere la ripresa economica e la crescita delle imprese nel Mezzogiorno, ma gran parte di queste risorse resta ancora inutilizzata. È il paradosso del Sud: opportunità concrete di rilancio frenate da burocrazia complessa, mancanza di informazione strutturata e, soprattutto, da un modello di supporto alle imprese che oggi richiede un cambiamento radicale.

Nel 2024, ad esempio, informa una nota, il credito d’imposta ZES Unica ha visto uno stanziamento di circa 1,8 miliardi di euro per incentivare gli investimenti produttivi nelle regioni del Sud. Per il 2025, sono previsti oltre 2,2 miliardi di euro destinati alle stesse finalità. Tuttavia, secondo i dati ufficiali, una quota significativa dei fondi disponibili nel 2024 è rimasta inutilizzata e restituita, segnale chiaro che le imprese faticano a intercettare e impiegare efficacemente queste risorse.

Parallelamente, il Piano Transizione 5.0, che mira a promuovere investimenti in digitalizzazione e sostenibilità energetica, ha messo sul piatto 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025. Anche qui, le adesioni registrate nel 2024 sono state inferiori alle attese, con centinaia di milioni ancora non allocati. A questo si aggiunge il Fondo Nuove Competenze, con 731 milioni disponibili per la formazione dei lavoratori: un altro strumento che, sebbene strategico, ha riscontrato un accesso limitato nel Mezzogiorno.