Nel mese di ottobre del 1940, ormai esule negli Stati Uniti dal 1933, Thomas Mann (1875-1955), incaricato dall'Università di Princeton come Lecturer in the Humanities, comincia a scrivere il primo dei cinquantanove messaggi radiofonici trasmessi dalla Bbc di Londra dal 1940 al 1945 contro la dittatura hitleriana. La Germania, obnubilata dai deliri sanguinari del Führer, ha già occupato Polonia, Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, le isole britanniche del canale della Manica Guernsey e Jersey. La Germania domina tutta l'Europa, da Capo Nord ai Pirenei, a eccezione della Svizzera. All’inizio del 1941 toccherà anche alla Jugoslavia e alla Grecia. Il 22 giugno 1941 la Germania, senza dichiarazione di guerra, azzarda pure l'invasione dell’Unione Sovietica, che per due anni era stata un alleato prezioso, con l'invio di milioni di tonnellate di generi alimentari, cotone carburanti, metalli. Thomas Mann, insignito del premio Nobel sin dal 1929, arma la sua parola, e dall’America, dove ha trovato rifugio, lancia furiosi insulti ai criminali nazisti, distruttori e profanatori dei diritti dei popoli.

L’apertura dei suoi Messages è ossessivamente la stessa, «Tedeschi, ascoltate!», seguita da una potente furia morale e lessicale contro quella genocidiaria hitleriana e dei suoi sicari dissanguatori nazionalsocialisti. Mann non s’arrende all’evidenza che la maggior parte del popolo tedesco sia tenuto al guinzaglio da una ciurma di criminali posseduti dai vaniloqui del demonio del male, che voleva fare il pittore. L’illusionista Mago Cipolla, il gobbo malefico protagonista del romanzo manniano Mario il mago, del 1930, è solo una caricatura ironica di ciò che il male è in grado di produrre nella mente disturbata di un uomo.