Reti di approvvigionamento energetico, filiera della produzione bellica, infrastrutture, ma anche manager di aziende ritenute strategiche per gli Stati Uniti e Israele: la nuova fase di guerra scatenata dall’attacco Usa all’Iran obbliga l’Italia a un salto di qualità strategico nella prevenzione di possibili azioni terroristiche sul territorio nazionale. Per questo oggi ci sarà un incontro tra i vertici degli apparati di sicurezza e intelligence con i responsabili delle principali aziende del settore per adottare provvedimenti urgenti per aumentare la sicurezza. Sia quella passiva, con l’implementazione della vigilanza e l’aumento dei sistemi di videosorveglianza presso i siti strategici, sia quella attiva sulle personalità. Discorso analogo sulle fabbriche di armi e sulla filiera di aziende collegata alla produzione bellica destinata alle nostre forze armate e all’estero.
La vigilanza rafforzata su 29 mila siti nella Penisola: sono 800 quelli «americani». C’è anche lo yacht dell’ambasciatore Usa Fertitta
I rischi per reti energetiche, produzione bellica, infrastrutture e manager di aziende strategiche per Washington e Tel Aviv. Il rientro di 122 italiani da Israele attraverso l’Egitto













