Diversivi, false ricostruzioni, resoconti politici inventati di sana pianta come 'il teso colloquio di due giorni fa tra il premier israeliano e il presidente Usa che stava temporeggiando troppo': per nove giorni Stati Uniti e Israele hanno inquinato le acque per rendere difficile all'Iran la comprensione delle reali intenzioni del Commander in chief.

Addirittura, sabato è stato annunciato che bombardieri strategici B-2 statunitensi erano decollati verso l'isola di Guam, a 6.500 chilometri dal territorio iraniano, per confondere le idee di Teheran: se avessero voluto intervenire subito, non avrebbero fatto volare gli aerei così lontano. Nel mentre, evitando il tracciamento radar, altri stealth B-2 sono decollati volando dritti verso l'Iran con un carico di 12 bombe anti-bunker da usare sul sito di Fordow.

Una regia condotta in piena sintonia tattica e strategica con Gerusalemme, avvisata per tempo, che smentisce completamente i report di mesi sulle 'distanze tra Donald e Bibi'. Sul tema del nucleare in mano agli ayatollah, il primo ministro e il presidente sono più che mai uniti: la Repubblica islamica non deve avere la bomba atomica.

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