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22 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:18

Hanno tutti paura di Donald Trump, del magnate presidente vendicativo e tracotante: anche il Papa, si direbbe. Leone XIV dice all’Angelus parole di pace, ma non ne dice una di condanna dell’attacco Usa condotto, poco prima delle due di notte, contro tre siti nucleari iraniani, Fordow, Natanz e Eshahan. Eppure, quella statunitense è una palese aggressione, condotta con modi da Maramaldo, colpendo un Paese ormai tramortito e salendo sul carro di Israele già vincitore, a sua volta d’una guerra d’aggressione contro l’Iran, padrone assoluto dei cieli del Paese nemico, dopo dieci giorni di raid e attacchi con missili e droni.

Il Papa invita a “fermare la tragedia della guerra prima che essa diventi una voragine irreparabile”: “La guerra, dice Leone XIV, non risolve i problemi, anzi li amplifica, e produce ferite profonde nella storia del popolo, che richiedono generazioni per rimarginarsi”. “Che la diplomazia faccia tacere le armi”, è l’appello del Pontefice, che dedica “alle sofferenze della popolazione di Gaza” un’attenzione specifica.