Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 9:13

Com’è avvenuto operativamente l’attacco degli Usa in Iran che il presidente Donald Trump ha definito un “grande successo“? Nel raid i “protagonisti” sono stati i bombardieri B-2, in grado di trasportare gli ordigni da 13 tonnellate che possono colpire e distruggere strutture sotterranee.

Nel dettaglio, riferiscono Cnn e New York Times, l’attacco sulla centrale nucleare di Fordow è stato portato da 6 bombardieri che hanno sganciato una dozzina di bombe Gbu. Parallelamente, dai sottomarini della marina americana sono stati lanciati circa 30 missili Tomahawk contro gli altri due impianti. Per Fox News, invece, i bombardieri in azione sarebbero stati 3. L’operazione avrebbe coinvolto anche “esche”: i B-2 decollati dal Missouri e arrivati a Guam non avrebbero proseguito il volo verso l’Iran. L’attacco sarebbe stato compiuto da altri velivoli.

I B-2 hanno debuttato nel 1989 e sono stati impiegati per la prima volta in operazioni belliche 10 anni dopo nei Balcani. Recentemente, sono stati utilizzati nei raid contro le basi Houthi in Yemen. Attualmente, gli Usa avrebbero a disposizione 20 apparecchi, ognuno costa circa 2 miliardi di dollari. Sono capaci di volare 6mila miglia nautiche (9.600 chilometri) senza rifornimento e in grado di trasportare sia munizioni convenzionali che nucleari. La possibilità di effettuare rifornimento in volo rende poi l’autonomia dei bombardieri sostanzialmente infinita. L’invisibilità permette ai bombardieri una maggiore libertà d’azione ad alta quota e garantisce un’ampia gittata: caratteristiche determinanti per l’operazione contro i siti nucleari iraniani.