Gli Usa di Donald Trump hanno attaccato l'Iran. Nella notte tra il 21 e il 22 giugno, gli Stati Uniti hanno condotto un'offensiva militare contro tre impianti nucleari iraniani – Fordow, Isfahan e Natanz – impiegando una combinazione di missili da crociera Tomahawk e bombe penetranti di tipo bunker buster, lanciate da bombardieri strategici B-2 Spirit. L’attacco ha visto il lancio di una trentina di Tomahawk, molto probabilmente da navi da guerra o sottomarini statunitensi presenti nel Golfo Persico o nel Mar Arabico.
I missili, noti per la loro capacità di volare a bassissima quota e per la guida precisa tramite Gps e sistemi inerziali, sono stati impiegati per colpire obiettivi cruciali situati nelle aree di Natanz e Isfahan.
L’attenzione principale dell’operazione si è però concentrata su Fordow, impianto sotterraneo ad alta sicurezza situato nella provincia di Qom. Per neutralizzare questa struttura fortificata, l’esercito americano ha utilizzato dodici bombe GBU-57A/B MOP (Massive Ordnance Penetrator), ciascuna dal peso di oltre 13 tonnellate e progettata per perforare fino a 60 metri di cemento armato. Si tratta di ordigni pensati specificamente per distruggere strutture nucleari protette.












