Sarà fine dining abbinato ai cocktail: con uno o più percorsi di degustazione che metteranno d'accordo piatti e drink. Qualcosa si può provare fin da subito, per capire cosa significa lo spirito Izakaya (cibo da condividere), ma la lista definitiva entrerà a regime nell'autunno, con una carta di pairing esclusiva. Intanto l'ispirazione al mondo dei club internazionali è già più che evidente. Si presenta così Sali, nuova apertura dell'estate milanese che mette tutti in terrazza, in questo caso al settimo piano del Radisson Collection Hotel Santa Sofia, ma anche in sette piccoli e romantici balconcini con vista sui tetti della città.
La storia
A raccontare quello che sarà il nuovo luogo della notte di Milano (sarà aperto fino alle due) è la chef Chiara di Salvo che a Londra ha imparato tutto quello che sa fare. Principalmente da Gordon Ramsay.
"Finite le scuole superiori ero in uno stallo – racconta – non sapevo cosa fare, dove andare, dove lavorare. Avevo iniziato in un pastificio a Torino, ma mi sentivo fuori luogo, non ero dove mi immaginavo di essere. Nel frattempo ho conosciuto un ragazzo che si è trasferito a Londra e l'ho seguito". Altri tempi. "Poco prima della pandemia, dopo un anno e mezzo in un ristorante francese, sono entrata a far parte del Ramsay Group. Ho lavorato a Mayfair, in Grosvenor Square, in una delle steakhouse più antiche della sua catena, poi però con la pandemia ci fu un momento difficile. Siamo stati licenziati in massa. Dopo il dramma e il panico, sono stata richiamata dal ristorante asiatico del gruppo, il Lucky Cat. L'executive chef mi aveva visto lavorare al May's e mi ha chiamato. È stata l'occasione della mia vita. Ho iniziato così il mio percorso stabile nel Ramsay Group, dove sono rimasta tre anni, fino alla Brexit, fino a quando Londra è diventata ingestibile a livello lavorativo". Giusto in tempo però per fare l'esperienza che è alla base del suo oggi. Oggi da Sali Cocktail Bar&Restaurant, Chiara di Salvo è al centro di Sali, del progetto del gruppo Sequoia, di Alessandro Mario Cesario e Christian Brigliadoro che hanno reinventato il settimo piano del Radisson.






