Enrico Manieri, tecnico bresciano esperto di Bloodstain Pattern Analysis (BPA, analista delle tracce di sangue), potrebbe essere l'artefice del nuovo colpo di scena nella vicenda infinita dell'omicidio di Chiara Poggi. Secondo l'esperto, consulente tecnico in diversi processi tra cui quello del «mostro di Firenze», sostiene in base alle sue analisi che sulla scena del crimine sia riconoscibili l'impronta di un'altra persona, oltre a quella dell'assassino.
«Ho rilevato un’impronta nel sangue che non corrisponde alle scarpe Frau numero 42, quelle con la suola a pallini già note. Questa nuova impronta, per forma e tassellatura, ha una corrispondenza con un paio di scarpe ritrovate a Groppello Cairoli, in un fosso, assieme ad alcuni vestiti», le sue parole raccolte da Bresciaoggi.
«Ho osservato i tasselli - continua Manieri - ciascuno è zigrinato verticalmente, proprio come quelli dell’impronta sul muro. Sette tasselli, tutti con la stessa struttura. Questo potrebbe indicare la presenza di una seconda persona, con una scarpa diversa, sulla scena del crimine».
Secondo l'esperto le persone sulla scena del crimine sono «almeno due. È la mia opinione, ma è sostenuta da elementi concreti: due tipi di impronte, due dinamiche diverse, la gestione del corpo, il trasporto. Una sola persona avrebbe avuto enormi difficoltà a fare tutto da sola, senza lasciare altre tracce. Soprattutto su una scala così stretta e difficile da percorrere». Manieri ha spiegato di aver avvisato la difesa di Alberto Stasi, che potrebbe sfruttare la scoperta a suo favore.












