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Ultimo aggiornamento: 8:01
di Graziano Lanzidei*
Chiudere gli occhi è più facile che guardarci dentro. A Latina, negli ultimi due anni, sono venute fuori storie che non si vorrebbero raccontare mai. Storie di adulti che abusano di ragazzini nei luoghi dove ci si aspetterebbe protezione: la scuola, l’ospedale, il gruppo scout e la Chiesa. E non è solo un problema di cronaca, ma di una fiducia che si è spezzata, e potrebbe rischiare di non ricomporsi più.
Alessandro Frateschi, era un professore di religione al Liceo Majorana di Latina. Era un diacono. Aveva lavorato per l’Istituto per il sostentamento del clero. È stato condannato in primo grado a dodici anni per abusi su cinque minori. Le motivazioni lasciano senza fiato: si parla di ragazzi “fragili”, scelti e avvicinati con cura, prima di tradire ogni confine. E anche quando una famiglia ha provato a dire qualcosa, la risposta è stata il vuoto. Due case-famiglia, a Roma e a Latina, hanno ricevuto la segnalazione ma nessuno ha mosso un dito. Un silenzio che racconta la crisi che abbiamo davanti. E la Chiesa? Non basta sospendere, prendere le distanze, dire che “non si sapeva”. Perché se l’abuso accade dentro una relazione religiosa, allora quella ferita riguarda anche il modo in cui si costruisce l’autorità ecclesiastica in una comunità.






