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21 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:40
L’auto incendiata nel parcheggio della stazione, con dentro un corpo ridotto in cenere, è solo l’ultimo episodio di una sequenza che inquieta Latina: le bombe ai Palazzi Arlecchino, le intimidazioni, le baby gang che trasformano il centro in terreno di scontro. La questione è arrivata in consiglio comunale, tra dichiarazioni grottesche e denunce di immobilismo dell’opposizione. È intervenuta la sindaca Celentano, parlando di una città che “non deve essere ostaggio di poche persone”. Non è più cronaca isolata: è un clima che racconta una fragilità profonda.
“La provincia è un campo di osservazione di prim’ordine. I fenomeni sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali” scriveva Luciano Bianciardi nel Lavoro culturale. Latina concentra e rende visibili le contraddizioni del Paese: fondata con il fascismo, feudo della DC, laboratorio della destra con Fini, poi convertita al civismo. Anche oggi è in linea con il clima nazionale e internazionale. Una città senza tradizioni a cui aggrapparsi, con il rischio di importare modelli dall’esterno anziché inventarne di propri.






