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21 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:56
“Potete solo vergognarvi”. Il cartello appoggiato a una moto di fronte alla casa che vogliono abbattere per far posto alla cabinovia di Socrepes a Cortina, è l’ultimo appello di un cittadino che non vuole essere stritolato dal grande circo delle Olimpiadi invernali 2026, dove sembra vigere solo la logica del profitto. L’impianto per collegare località Apollonio alle piste dovrebbe portare in quota 2.400 persone all’ora, consentendo agli spettatori di seguire nel febbraio del prossimo anno le gare olimpiche di sci alpino femminile. Quella casa deve far posto alla stazione di partenza ed è un impedimento nella lotta contro il tempo in cui è impegnata Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico), braccio operativo del governo per le opere pubbliche. Agisce per conto e nell’interesse di Fondazione Milano Cortina 2026, cui spetta l’organizzazione dei Giochi e quindi la vendita dei biglietti.
Davanti alla casa si è presentato un vigile urbano che doveva consegnare l’avviso di esproprio. Ernesto Curtolo, 73 anni, parrucchiere, è passato in zona solo per qualche minuto, poi ha lasciato che il dialogo avvenisse con un proprio tecnico a cui è stata consegnata l’intimazione del Comune. Non si è fatto vedere nemmeno il figlio Andrea di 52 anni, titolare di una ditta di autonoleggio che vive nella casa acquistata cinque anni fa dalla famiglia per un prezzo di circa 500mila euro. “Io le chiavi di casa non le consegno, mi porteranno in caserma…” aveva detto il signor Ernesto il giorno precedente, in previsione della visita dell’autorità giudiziaria. La casa si trova in una ex cabina dell’Enel che è stata trasformata in abitazione con finalità ricettiva, un bed & breakfast regolarmente registrato.






