Possibile che anche un bicchiere di gin e tonic non avrà più lo stesso sapore di sempre? E' la scienza a suggerirlo, perché il cambiamento climatico – sempre lui - potrebbe alterare il gusto dello Juniperus communis, la bacca di ginepro che è l'ingrediente fondamentale di questa celebre bevanda alcolica. Infatti, la produzione del gin combina una base alcolica neutra con una varietà di ingredienti vegetali per creare profili aromatici unici. Ecco, uno studio condotto dall'International Centre for Brewing and Distilling della Heriot-Watt University ha scoperto che i cambiamenti a livello meteorologico, suggeriti dai modelli previsionali, potrebbero cambiare anche i composti aromatici nelle bacche: quel mix di sapori recepiti dalle nostre papille gustative, quando sorseggiamo un bicchiere di gin.
Le bacche di ginepro, come accade per l'uva usata per il vino, hanno un loro processo di crescita che dipende dalle precipitazioni e dall'irraggiamento solare. Secondo i risultati pubblicati sul Journal of the Institute of Brewing, un anno particolarmente umido può ridurre i “composti volatili totali nel ginepro di circa il 12% rispetto a un anno secco", secondo Matthew Pauley, professore all'ICBD. Ma cosa significa esattamente? Quando si parla di “composti volatili", si intendono quelle sostanze chimiche presenti nelle bacche di ginepro, che sono in grado di evaporare a temperatura ambiente, si trasformano in gas, rilasciando così il loro aroma distintivo. Questi composti sono responsabili del profilo sensoriale del ginepro, cioè di come lo percepiamo, prima attraverso l'olfatto e poi con il gusto. Nella produzione del gin, sono proprio questi composti volatili che vengono estratti durante la distillazione e che gli conferiscono quel sapore caratteristico di pino, resinoso, agrumato e a volte speziato.








