Quattrocento artisti in scena, 120 musicisti, 700 maestranze a lavorare febbrilmente dietro le quinte.

E poi un palco di mille metri quadrati (quattro volte il Covent Garden o il Metropolitan di New York), 13 telecamere a riprendere tutto, un pubblico da 10-12.000 persone in una sola serata (quasi quanto tre navi da crociera) e le note universali del Va' pensiero che risuonano sotto il cielo stelalto di un monumento unico al mondo.

È il nuovo Nabucco di Giuseppe Verdi firmato dal genio visionario di Stefano Poda, che ha inaugurato la scorsa settimana il Festival dell'Arena di Verona 2025 e che ora Rai Cultura porta in TV per la Giornata mondiale della musica con La grande Opera italiana Patrimonio dell'umanità - Nabucco, in onda sabato 21 giugno in prima serata su Rai3.

Una serata evento, con padroni di casa Cristiana Capotondi e Alessandro Preziosi, mentre Nabucco è interpretato da Amartuvshin Enkhbat, grande baritono verdiano, con Anna Pirozzi, Roberto Tagliavini, Francesco Meli, Vasilisa Berzhanskaya. Sul podio, a venticinque anni dal suo debutto, il maestro Pinchas Steinberg alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena.

"Per noi al Mic - commenta il sottosegretario Gianmarco Mazzi - è un grande orgoglio che a simbolo massimo, per celebrare la Giornata mondiale della musica, sia stata scelta un'Opera. Per chi, come me, è nato a Verona - racconta - il battesimo dell'Opera all'Arena è un passaggio di formazione. Ci portano a sei-sette anni ed è come dire: sei diventato grande. Ricordo ancora la mia prima volta, vidi l'Aida. Ma è stato quando mi sono trasferito che ho avuto la piena consapevolezza di quanto quello sia un unicum al mondo. Nessuno fa l'Opera come l'Arena di Verona, con la stessa grandiosa magnificenza".