Sarà Traviata, capolavoro di Giuseppe Verdi, ad aprire il 103/o Arena di Verona Opera Festival in una nuova produzione che, per la prima volta nella storia areniana, porterà a Verona una delle istituzioni più iconiche della capitale francese: il Moulin Rouge. Nei laboratori della Fondazione Arena sono al lavoro le maestranze che stanno realizzando le scenografie per l’opera che debutterà con una doppia serata, il 12 e 13 giugno. Nell’allestimento, con la regia dello scozzese Paul Curran, le scenografie, che rappresentano anche il Moulin Rouge, sono firmate da Juan Guillermo Nova. “Questo è uno dei posti che preferisco della Fondazione Arena - ha detto la sovrintendente e direttrice artistica Cecilia Gasdia - non solo perché qui nascono le scenografie delle opere arenane, ma anche perché si ripristina e restaurano tutti gli allestimenti già fatti. Abbiamo tanti lavoratori che in questo momento sono impegnati per Traviata che appunto sarà ambientata dentro il Moulin Rouge”. “Noi nei laboratori operiamo molti mesi prima - ha spiegato Michele Olcese, direttore allestimenti scenici della Fondazione Arena di Verona - perché le lavorazioni e l’ambientazione in Arena sono talmente complesse e la dimensione del palco areniano è gigantesca. Per questo è necessario avviare l’attività con grande anticipo, con uomini e donne che hanno varie competenze artistico-artigianali: abbiamo falegnami costruttori, fabbri, scultori, pittori, attrezzisti decoratori, sarti di scenografia. Tutto questo insieme di persone arriva a consegnare in Arena l’allestimento che sarà oggetto del Festival lirico”. Dietro le quinte della nuova Traviata spicca l’enorme palcoscenico, lungo più di 40 metri, che per ogni rappresentazione dell’opera verdiana sarà posato e poi smontato dagli attrezzisti nel teatro all’aperto più grande del mondo. “Qui - ha aggiunto Cecilia Gasdia - abbiamo 20 persone che lavorano, ma durante l’estate raddoppiano, come del resto abbiamo 12 tecnici di palcoscenico al Teatro Filarmonico che diventano quasi 80. E vorrei sottolineare che proprio nei laboratori si capisce l’opera, perché l’opera lirica è il più antico spettacolo multimediale: non ha solo l’orchestra, il recitativo, il canto che come noto è Patrimonio mondiale dell’umanità, ma anche la scenografia, i costumi, i truccatori. E qui, nei laboratori, vediamo tutte le competenze artigianali he sono importantissime, sono fondamentali per mandare in scena uno spettacolo d’opera”. L’allestimento in preparazione offre una collaborazione senza precedenti, una dichiarazione d’amore all’opera e a Parigi, città della Traviata, il melodramma più amato e rappresentato al mondo. L’allestimento è firmato dallo scozzese Paul Curran, oggi regista d’opera, ieri collaboratore di Baz Luhrmann durante le prime fasi di lavorazione del film musical “Moulin Rouge!” che ha festeggiato nelle scorse settimane i 25 anni dall’uscita nelle sale. Oltre alle scenografie di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, creatore dei visionari abiti per le cerimonie olimpiche in Arena, e le luci di Fabio Barettin. Una lettura originale ed esteticamente d’impatto che proietta il pubblico nella Parigi di inizio ‘900, più che mai capitale culturale mondiale, luogo di incontro, fermento artistico ed intellettuale dove emerge Violetta Valéry, protagonista intelligente, raffinata, bellissima, sotto i riflettori del gossip e dell’opinione pubblica. È proprio al Moulin Rouge che conoscerà Alfredo, suo ammiratore, destinato a diventare il suo grande amore contro ogni avversità, dalla malattia al perbenismo borghese. Sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona, con ricostruzione storica accurata che non rinuncerà alla spettacolarità, rivivrà la vitta notturna di Montmartre e gli splendori della Belle Époque di Parigi, proprio dove ad inizio ‘900 esplose la popolarità del Moulin Rouge, il più celebre locale di cabaret del mondo. Un luogo iconico, ricostruito in scena, che però sparì tra le fiamme nel 1915, prima di risorgere e tornare ad essere il teatro che tuttora unisce intrattenimento e fascino storico e che con orgoglio, per la prima volta, collabora con una fondazione lirico-sinfonica. “Continuo a ripetere ogni volta - ha sottolineato Olcese - che questo è un patrimonio italiano, che abbiamo inventato noi secoli fa, e che ancora oggi insegniamo al mondo. E’ questo è un nostro orgoglio”. “E questo tipo di lavoro offre tante possibilità ai giovani di fare un lavoro che possono amare tantissimo e venire a lavorare in Fondazione Arena per quelle attività artigianali che speriamo non vadano mai perdute” ha concluso Cecilia Gasdia.