Verona vanta uno dei teatri d’opera più grandi e imponenti al mondo: l’Arena, ovviamente, nota a livello planetario e affollata ogni estate da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. La città di Giulietta e del Pandoro (per tacer di tanto altro) vanta però un altro primato del mondo musicale: l’Accademia più antica. Risale addirittura al 1543; una storia lunga e gloriosa, che segna il presente dell’istituzione, basti pensare alla Collezione di strumenti, che annovera esemplari eccezionali, come gli unici due «Doppioni» originali giunti fino ad oggi: due «trombe annodate» del 1585 inventate da Anton Schnitzer «Padre». Nella collezione vengono custoditi anche il terzo trombone più antico ad oggi conosciuto, sei corni torti, sette cornetti muti, quattro cromorni, tredici flauti dolci nelle varietà d’epoca (bassetti, bassi e contrabbassi), e dodici flauti traversi, che rappresentano quasi un quarto di tutti quelli giunti fino ad oggi. Tutti questi strumenti non sono esemplari racimolati da appassionati collezionisti nel corso dei secoli, ma divennero proprietà dell’Accademia tra Cinque e Seicento come dotazione per i suoi musicisti. Vi è poi la Biblioteca, con i duecentocinquanta volumi del fondo umanistico e quello musicale, che comprende sia stampe antiche edite tra il 1519 e il 1627, sia manoscritti, antichi e di Sette-Ottocento. E non va dimenticata la Collezione di costumi teatrali, esposta all’interno del Teatro Filarmonico.
I 50 anni dalla riapertura dell'Accademia Filarmonica, l'«altra arena» di Verona
La storia tormentata dell'istituzione, tra incendi e bombardamenti, che ospita un prestigioso festival sinfonico e una collezione di libri, strumenti rari e costumi teatrali






