Un luogo simbolo della cultura italiana - e di quel canto lirico divenuto patrimonio dell’Unesco - ma anche un modello di sinergia tra pubblico e privato, che dimostra nei fatti la possibilità di valorizzare rendere sostenibili le istituzioni artistiche del nostro Paese, facendo leva anche sul forte legame con il territorio.

La Fondazione Arena di Verona - alla vigilia della nuova stagione dell’Opera Festival che si aprirà il prossimo 13 giugno con una nuova produzione del «Nabucco» di Giuseppe Verdi - ha festeggiato ieri sera i 5 anni dall’avvio del progetto di fundraising «67 Colonne», nato nel 2021 con l’obiettivo di rafforzare il legame tra il mondo culturale e il tessuto economico del territorio e che, da allora, ha raccolto oltre 9 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni nei primi cinque mesi del 2025.

«Siamo arrivati al traguardo dei 5 anni e questo è già un motivo di festa - racconta la sovrintendente della fondazione veronese, Cecilia Gasdia -. Ma l’aspetto più bello di questa esperienza è la grande adesione che abbiamo avuto in questi anni e che continuiamo ad avere, da parte delle imprese, dagli studi professionali e dai sostenitori privati del territorio». Il progetto non ha perso appeal, anzi, è andato crescendo e, ogni anno, c’è la lista d’attesa per poter partecipare e contribuire alla valorizzazione e alla eccellenza dell’Arena da parte dei privati, attraverso lo strumento dell’Art Bonus.