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Il ristorante Maido di Lima, in Perù, è al primo posto della nuova classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo, annunciata giovedì a Torino a partire dalla selezione fatta dagli oltre mille membri della World’s 50 Best Restaurants Academy, composta da critici gastronomici, chef e professionisti dell’industria alimentare di tutto il mondo. Il secondo è Asador Etxebarri di Axpe, in Spagna, e il terzo Quintonil di Città del Messico. Il ristorante italiano che si è posizionato meglio è il Lido 84 di Gardone Riviera, arrivato sedicesimo. Poi ci sono il Reale di Castel di Sangro dell’Aquila (18esimo), l’Atelier Moessmer – Norbert Niederkofler di Brunico (20esimo), le Calandre di Rubano di Padova (31esimo), il Piazza Duomo di Alba (32esimo) e l’Uliassi di Senigallia (43esimo).

La classifica è stata creata nel 2002 dalla rivista inglese Restaurant, e in pochi anni è diventata una delle più note e autorevoli, facendo concorrenza alle rinomate guide Michelin. Ma il modo in cui è compilata, le regole alla base del suo funzionamento e le idee sull’alta ristorazione che trasmette sono da anni criticate dai media gastronomici e da alcuni chef.

L’aspetto più contestato riguarda le norme di comportamento dei suoi 1.100 elettori, che sono piuttosto lasche. A differenza di quanto accade nelle classifiche pubblicate da testate internazionali come il New York Times e Le Monde, o basate su un sistema di ispezione indipendente e anonimo come la Guida Michelin, 50 Best Restaurants consente ai suoi elettori di accettare soggiorni, pasti gratuiti e altri benefici.