Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Le opacità tecniche e diplomatiche dell'Iran in un report del 12 giugno da parte dell'AIEA sarebbero "il casus belli" che avrebbe scatenato gli attacchi dell'ultima settimana
In questa inquietante attesa di Godot sul fronte iraniano, a scatenare una nuova fiammata è un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) pubblicato il 12 giugno, in cui si accusa Teheran di “mancata trasparenza”.
Teheran, infatti, viene accusata di non collaborare alle ispezioni previste. Uno dei punti preliminari del rapporto, infatti, recita "esprimendo rammarico perchè nonostante le suddette risoluzioni del Consiglio e le numerose opportunità offerte dal Direttore Generale dal 2019, l'Iran non abbia fornito la cooperazione richiesta dall'Accordo di Salvaguardia, ostacolando le attività di verifica dell'Agenzia, la sanificazione dei siti e omettendo ripetutamente di fornire all'Agenzia spiegazioni tecnicamente credibili sulla presenza di particelle di uranio di origine antropica in diverse località non dichiarate in Iran o informazioni sull'attuale ubicazione di materiale nucleare e/o di apparecchiature contaminate". All’indomani della pubblicazione, Israele ha lanciato l’attacco militare. Il salto narrativo — opacità tecnica e diplomatica come giustificazione per la guerra preventiva — è stato immediato.






